//2019
Bianco nel bianco

2019// Hansel e Gretel, White traces in search of yourself, Fondazione Valmont, Venice, Italy;

>> ITALIAN

Bianco nel Bianco is an installation consisting of modular elements. Specifically, there are artist’s canvases covered in a white primer which create an architectural shape in the form of a mandala with a central nucleus consisting of a square room that is completely white, including the floor on which there lies a white cotton rug measuring three metres by three metres in the form of a Latin cross. There is a reference, albeit not immediately apparent, to Kazimir Malevic, in particular to Black Cross and White on White.

The canvases have a close relationship with painting and with the two-dimensional. In this case I wanted to shift to the three-dimensional, to explore the “painting” from within. It does not matter if we find sculptural elements in Carrara marble in the central nucleus and a video which occupies the entire wall from the floor upwards.

Access to the white nucleus is narrow, the opening onto it measuring just forty centimetres. It takes an act of precise will in order to get inside. And in order to get there you have to walk down five concentric corridors each measuring about 5-6 metres in length and whose walls consist of the backs of the canvases. This means the frames are visible and become both a strong structural and formal element.

The video showing on the wall opposite the entrance to the nucleus-room is alternated at regular one-minute intervals with a rectangle of white light that stands out like a large window, reflecting the light onto the sculptural objects on the rug and thus emphasising the cross.

Painting is present conceptually and not only. In this case the equivalent of the painterly gesture is the practicability and physical accessibility of the architectural space created by the canvases. Painting thus goes beyond itself, taking on a different dimension whilst also maintaining a traditional aspect, because the video reintroduces the three-dimensional illusion on a two-dimensional support.

Whereas the objects on the rug lead to a condition of declared spirituality, the video steers us towards a sort of disquiet determined by the woman’s slow-motion run towards a door which she crashes into intentionally. The loud crash of the impact jolts the person viewing the scene. The woman falls to the ground and shortly afterwards the film fades to white. S.R.

Bianco nel Bianco è un’installazione composta da elementi modulari, nello specifico sono state usate tele da pittura con imprimitura bianca, che compongono un’architettura a forma di mandala con un nucleo centrale costituito da una stanza quadrata completamente bianca, incluso il pavimento sul quale è posto un tappeto di cotone bianco, di tre metri per tre, a forma di croce latina. Il rimando a Kazimir Malevic, in particolare alla Croce e al Bianco nel Bianco, anche se non è immediato, esiste.

Le tele hanno una stretta relazione con la pittura e con la bidimensionalità. In questo caso ho voluto traslare alla dimensione tridimensionale per percorrere la pittura dall’interno. Non importa se nel nucleo centrale troveremo elementi scultorei di marmo statuario di Carrara e una video proiezione che nasce dal pavimento fino ad occupare la parete intera.

L’accesso al nucleo bianco è angusto, l’apertura è di appena quaranta centimetri. Ci vuole un atto di volontà preciso per entrare dentro. E per arrivarci si devono percorrere cinque corridoi concentrici di circa 5-6 metri ciascuno, le cui pareti sono costituite dal retro della tela, quindi i telai sono visibili e diventano un forte elemento strutturale e formale insieme.

Il video proiettato sulla parete di fronte all’accesso della stanza-nucleo si alterna, ad intervalli regolari di un minuto, con un rettangolo di luce bianca che si staglia come una grande finestra, riflettendo la luce sugli oggetti scultorei posti sul tappeto, evidenziando così la croce.

La pittura è presente concettualmente e non solo. L’equivalente del gesto pittorico, qui, è l’attraversamento, fisicamente percorribile, del luogo architettonico costituito dalle tele.

In questo modo la pittura va oltre se stessa assumendo una diversa dimensione, pur mantenendo anche il lato tradizionale, poiché il video ripropone l’illusione tridimensionale su un supporto bidimensionale.

Mentre gli oggetti posti sul tappeto conducono a una condizione di dichiarata spiritualità, il video ci porta verso una sorta di inquietudine determinata dalla corsa rallentata di una donna che va a sbattere intenzionalmente su una porta. Il forte botto dell’impatto scuote chi guarda la scena. La donna caduta a terra, poco dopo, si dissolve nel bianco. S.R.